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Bacheca 5 – La Regola degli Agostiniani

15. Angelus Höggmayr

Monasteria romana Fr. Er. Ord. Erem. S. Augustini aeri incisa …

Monaco, 1731

C^.1.20

La tavola, di mano di Johann Matthias Steudlin e tradotta su rame da Friedric Bernhard Werner, apre l’opera che padre Höggmayr dedica al Procuratore Generale dell’Ordine Agostiniano padre Felice Leoni. La serie riporta circa un centinaio di vedute di conventi agostiniani con la loro localizzazione nel territorio, e costituisce una preziosa testimonianza della capillare espansione dell’Ordine Agostiniano in Europa alla metà del XVIII secolo.

grafo.

Monasteria romana

16. Aurelius Augustinus

Canones iuxta triplicem quam edidit regulam

1490

Inc. 233

La tavola fa parte di una serie di 4 tavole tratte da matrice xilografica, con ritocchi in inchiostro rosso, che fanno da supporto illustrativo all’opera. In particolare, la tavola esposta riproduce Sant’Agostino che illustra la Regola ai suoi confratelli: essa si ripete per due volte all’inizio del Commento alla Regola scritto da Ambrogio da Cori. Il testo del volume è stampato su due colonne con caratteri gotici; sono presenti, all’interno, iniziali, segni di paragrafo e rubriche in inchiostro rosso.

Aurelius Augustinus

17. Philippe Thomassin

Sant’Agostino circondato dagli ordini religiosi che seguono la sua Regola Roma,

1597

C^.2.11/25

Questa stampa a bulino ed acquaforte è dedicata ad Andrea da Fivizzano, priore generale degli Agostiniani, dall’autore Philippe Thomassin. Colorata a mano, raffigura Sant’Agostino circondato da un cospicuo gruppo di monaci, i quali rappresentano gli ordini religiosi che seguono la sua Regola.

Philippe Thomassin

17 bis. Fulgenzio Bellelli

Collectio actorum atque allegatorum, quibus ossa sacra Ticini in confessione S. Petri …

Venezia, 1729

T.21.23

Il 1 ottobre 1695, nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, un gruppo di muratori rinvenne una scatola di marmo contenente delle ossa, scolpita ed adornata dal nome «Augustinus» scritto a carbone. In seguito all’esumazione fatta in presenza delle autorità civili e religiose, la notizia del ritrovamento delle reliquie del Santo si diffuse per tutta la Penisola: tuttavia, malgrado l’entusiasmo, non fu possibile accertare la loro autenticità. La questione fu riaperta nel 1728, quando papa Benedetto XIII si adoperò per sedare le controversie sorte in merito alla scoperta ed incaricò il vescovo di Pavia di accelerare le indagini. Il 22 settembre dello stesso anno il pontefice ratificò la sentenza del vescovo, affermando dunque la piena autenticità delle spoglie.

Fulgenzio Bellelli