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I pellegrinaggi: Roma e le sette chiese

Bacheca 4 - I pellegrinaggi: Roma e le sette chiese

Il pellegrinaggio verso le sette chiese, spesso ricordato come pratica giubilare, in realtà fu ideato da San Filippo Neri nel XVI secolo, come alternativa al carnevale romano. Si tratta di un itinerario di circa 25 chilometri che si snodano lungo tutta la città, raggiungendo la campagna romana, le catacombe e le basiliche minori e maggiori. Il cammino prevede che il pellegrino viva un’esperienza devozionale e penitenziale, riscoprendo e ripercorrendo allo stesso tempo le bellezze e la storia di Roma. Questa pratica ha origine già nel VII secolo, con l’usanza di visitare le basiliche e le antichità della città; sono moltissime le documentazioni a riguardo di questa tradizione romana. Alcune di queste, possedute dalla Biblioteca Angelica, sono delle vere e proprie descrizioni di Roma, antica e moderna, alcune similia a guide tascabili, altre, arricchite da accurate illustrazioni.

 LE CARTE SALATE

La carta salata è stata una delle prime carte sensibili usate in fotografia. Il metodo venne ideato da William Henry Fox Talbot, il creatore del calotipo. Questa pratica ebbe origine nel 1833. Di solito, le immagini ottenute con questa tecnica presentano tonalità che variano dal seppia al bruno-violetto ed essendo la stessa carta imbevuta della soluzione l’effetto che si ottiene è simile a quello di un acquarello. La tecnica consiste nel trattare un foglio di carta con una soluzione di cloruro di sodio o d’ammonio, lasciarla sciugare e aggiungere un colloide, per esempio gelatina o albumina, per aumentare la brillantezza dell’immagine. Il fotografo, al momento dell’impiego, deve sensibilizzare il foglio preparato con una soluzione contenente nitrato d’argento, asciugarlo ed esporlo alla luce. La formazione dell’immagine avviene per annerimento diretto all’interno di un torchio da stampa dove il foglio veniva posto a contatto con il negativo. La luce solare agisce direttamente sull’alogenuro d’argento portando alla formazione dell’immagine di argento metallico. Una volta esposta l’immagine viene sciacquata e quindi fissata con tiosolfato di sodio e nuovamente lavata.