Il Fondo antico della Biblioteca Angelica è costituito da più di 100.000 volumi editi dal XV al XIX secolo.
Gli incunaboli sono circa 1.100 tra i quali: il De oratore di Cicerone, primo libro stampato in Italia a Subiaco nel 1465 (Inc. 505/3), il De Civitate Dei di Sant’Agostino, stampato a Subiaco nel 1467 (Inc. 149), un esemplare della prima edizione italiana della Historia naturalis di Plinio stampata a Venezia nel 1476 (Inc 530), un esemplare della prima edizione della Divina Commedia, stampato a Foligno nel 1472 (Inc. 448), e la Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, stampata da Aldo Manuzio a Venezia nel 1499 (Inc. 590).
Le cinquecentine sono circa 20.000, tra le quali una rara edizione dell’Orlando Furioso, edita a Ferrara nel 1521 (Rari I.3.1) e il Trattato di scientia d’arme di Camillo Agrippa, edito a Roma nel 1553 (Rari I.5.1).
I volumi di Angelo Rocca
Il primo nucleo consistente è costituito dai volumi lasciati negli ultimi anni del XVI secolo da Angelo Rocca al convento di Sant’Agostino. Tra questi l’Opera omnia di Aristotele nell’editio princeps di Aldo Manuzio, 1495-1498.
I volumi di Lucas Holstenius
Nel 1661 si aggiunsero i circa 3.500 volumi che Lucas Holstenius (1596-1661) lasciò alla Biblioteca comprendenti diverse opere dei maggiori geografi antichi e moderni da lui fittamente postillate.
I volumi di Enrico Noris
Nella prima metà del XVIII secolo una speciale autorizzazione a possedere libri prohibiti permise di conservare anche opere sottoposte a censura e la cui lettura era vietata come la prestigiosa raccolta libraria di Enrico Noris (1631-1704) di circa 600 volumi.
I volumi di Domenico Passionei
Nel 1762 fu acquisita la ricchissima biblioteca del cardinale Domenico Passionei (1682-1761) ricca di libri rari, incunaboli e volumi di vari argomenti.
I volumi della famiglia Massimo
Tra il 1883 e il 1884 fu acquistata la biblioteca del principe Camillo X Carlo Alberto Massimo (1836-1921). Il contratto di vendita fu stipulato tra l’allora direttore della Biblioteca Angelica Ettore Novelli e il libraio Cioffi incaricato della vendita: nel marzo del 1883 i 158 volumi a stampa (contenenti circa 428 opere relative ai secoli XVI-XIX testimonianza della vita sociale, politica e culturale di Roma) vennero segnati nel registro cronologico d’ingresso della Biblioteca Angelica.
La raccolta bodoniana consta di 540 esemplari che documentano l’attività del tipografo parmense Giambattista Bodoni sin dai suoi primi anni. La maggior parte delle opere furono acquistate nel 1919 dal conte veneziano Nicolò Papadopoli andando a incrementare il primitivo gruppo di circa 50 edizioni bodoniane presenti in Angelica già dagli ultimi anni del XVIII secolo per interessamento del padre agostiniano Agostino Giorgi, prefetto della biblioteca negli anni 1752-1797, estimatore dell’attività svolta dal giovane Bodoni presso la Stamperia di Propaganda Fide.
La Biblioteca possiede tra gli altri l’esemplare degli Epithalamia exoticis linguis reddita (1775), contenente l’iscrizione dedicatoria al Padre Giorgi, l’Alphabetum Tibetanum (1762), opera dello stesso, e l’Euchologion (1764) opere uscite dalla Tipografia di Propaganda Fide e preziose testimonianze dell’apprendistato romano del giovane Bodoni.
Il Fondo Santangelo e Libretti d’opera
La raccolta di Nicola Santangelo (1785-1851), ministro dell’Interno del Regno Borbonico tra il 1831 e il 1847, è giunta in Angelica tra il 1873 e il 1886 negli anni del passaggio di gestione dagli Agostiniani allo Stato italiano.
La parte più cospicua della collezione è costituita da circa 1000 libretti d’opera rilegati in volumi insieme alle commedie, alle tragedie e alle traduzioni di drammi francesi che costituiscono invece la sezione teatrale della raccolta. Ulteriori volumi contenenti relazioni e memorie accademiche, estratti dagli atti dell’Accademia Pontaniana, della Società di storia e antichità, o dell’Accademia Ercolanese, sotto forma di opuscoli che raramente superano le 50 pagine, rappresentano infine una panoramica dell’erudizione scientifica e letteraria napoletana del XVIII secolo.
I testi dei libretti risalgono a un periodo storico che va dalla prima metà del Settecento alla seconda metà dell‘Ottocento e insieme al gruppo di circa 60 commedie, farse e atti unici scritti per la maschera napoletana del Pulcinella sono una preziosa testimonianza della cultura musicale meridionale e in particolar modo di quella napoletana.
La Biblioteca Angelica tra le sue collezioni possiede un importante fondo di statuti relativi alla città di Roma.
Si tratta di volumi e opuscoli che cronologicamente vanno dal XVI al XIX secolo.
Di questo materiale a fine XIX secolo è stato redatto un inventario che elenca 1351 pezzi con le opere disposte per “parola chiave” sotto la confraternita o l’organizzazione, con l’indicazione del titolo, del luogo, dell’anno di stampa e dalla collocazione. Molti di essi sono relativi alle Congregazioni religiose sviluppatesi dopo il Concilio di Trento, con il preciso intento di offrire un sostegno alla confessione cattolica minacciata dal diffondersi del protestantesimo; altri sono relativi alle arti e mestieri e illustrano il vivere quotidiano della Roma dei secoli passati.
I periodici antichi conservati sono più di 150, prevalentemente datati tra la seconda metà del XVII secolo e la prima metà del XVIII. Si tratta di esemplari molto spesso completi, in certa misura presenti, in Italia o a Roma, solo nella Biblioteca Angelica.
Accanto a una netta prevalenza di giornali dotti, le “bibliothèques savantes”, e di giornali letterari come i Mémoires de littérature (1715-1717) o i Mémoires historiques et critiques (1722), il fondo conserva giornali di informazione generale, riviste storiche e politiche, giornali specializzati, “mercuri”, gazzette e giornali del tipo “Spectator”, o del tipo “Choix littéraire”.
Degna di nota la collezione di riviste e gazzette francofone pubblicate in Olanda dagli ugonotti francesi, a seguito della revoca dell’editto di Nantes (1685).
Il nucleo originario e più numeroso dei periodici conservati in Angelica apparteneva alla biblioteca privata di Domenico Passionei.
La Biblioteca Angelica conserva una cospicua raccolta di stampe, sciolte o legate in volume.
La biblioteca di Angelo Rocca possedeva una discreta raccolta di stampe che costituiva una documentazione dei più svariati interessi del vescovo agostiniano.
Negli anni dell’occupazione francese, dal 1799 al 1804, si verificarono sottrazioni proprio alla collezione di stampe.
Tra gli acquisti e i doni del secolo XIX è da segnalare l’Iconographia Michaeliana un interessante fondo di stampe relative all’Abbazia di Mont Saint Michel (circa 480 pezzi).
Per la collezione della famiglia Massimo, per la raccolta Bodoniana e per la raccolta di Libretti d’Opera posseduta dalla Biblioteca, consultare la pagina Cataloghi.

